ENNESIMA STRAGE!

 La tragedia che si è ripetuta ieri 3 ottobre al largo di Lampedusa  colpisce per il numero delle vittime, forse 350 e i tratti in salvo sono 155. Ma quanto è avvenuto si è ripetuto numerose volte in questi anni fino a lastricare di morti  i fondali del Canale di Sicilia.  Già dai tragici giorni della crisi libica e delle rivoluzioni dei paesi del Medio oriente avevamo visto che il governo italiano entrava in crisi per il soccorso a  ventiduemila profughi e non clandestini, mentre la Tunisia in quei primi mesi del 2011, con i pochi mezzi disponibili, appena uscita da una rivoluzione  ne ospitava 150.000, numero poi destinato ad aumentare.  L'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite  ebbe parole di encomio per lo sforzo profuso dalla Tunisia. Mentre in Italia montava la bagarre e le forze politiche governative gridavano all'invasione. Non accennavano ad alcuna distinzione tra profughi, richiedenti asilo  perché la legge Bossi Fini sconfessando il diritto internazionale non fa alcuna differenza. 

 Si veda all'articolo legalità è partecipazione - aggiornamento il link  nel testo: "Aiech interviene nel dibattito" . Con grande lucidità il giovane tunisino interviene nel dibattito con gli studenti  nelle sale del carcere di Sollicciano spiegando la situazione in Tunisia . Un intervento  che per chiarezza è confrontabile con gli interventi su questo argomento di intellettuali critici  come Angelo Del Boca e Massimo Livi Bacci  ( www.neodemos.it )

 Cos'è cambiato da allora? la legge Bossi -Fini, criticata persino da quest'ultimo, è ancora lì  tronfia  e monumentale con il suo greve peso di burocrazia che fa riempire le carceri di persone sprovviste di rinnovo del permesso di soggiorno, quindi criminali.  Questa legge è il segno dell'immobilismo di una politica dei politici che compromette le libertà fondamentali nel nome di un compromesso per la sopravvivenza politica. Avranno un nome tutti questi morti che provengono da paesi dove la guerra dei mercanti di armi è la vita quotidiana!

 Ci vorrà molto tempo per ricordare dignitosamente  le loro vite spezzate, a partire da quelle dei bambini.  Roma aprirà le porte ai sopravvissuti? Lo speriamo. Ma non è possibile da un parte vendere armi ai governi libici, siriani, iraniani, egiziani ed osservare i  minuti di silenzio!  

Lorenzo