Un incontro stra-ordinario: gli studenti del Liceo Pascoli incontrano i detenuti-studenti di Sollicciano


A confronto su carcere, giustizia, immigrazione e nuovi scenari dal Maghreb:                                                                         

Martedì 5 aprile un gruppo di venticinque studenti del  Liceo  G. Pascoli, appartenente a diversi gruppi-classe dei tre anni terminali dell’indirizzo pedagogico e linguistico  si  è recato nel carcere di Sollicciano per incontrare un gruppo di  circa trenta detenuti-studenti. Assieme a me c’era  Margherita Dello Sbarba docente di Filosofia e scienze della formazione. Era presente anche Lorenzo Querci, rappresentante dell’associazione CEDAS ( Centro di documentazione sociale) che da anni svolge attività su queste tematiche nelle scuole  e sul territorio. L’incontro è stato l’esito del ciclo seminariale Legalità è partecipazione, da me coordinato,  a cui  i nostri allievi hanno partecipato nel corso dell’anno.  Il confronto è stato intenso ed emotivamente coinvolgente. Tra i detenuti vi era una folta e vivace presenza di giovani magrebini che con molta lucidità ci hanno fornito notizie ed elementi di riflessione sia su quanto avviene in Tunisia e ai confini con la Libia , sia sulla condizione carceraria. Essi hanno posto due quesiti cruciali su questioni rilevantissime.                                                                

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5 aprile 2011:  studenti del Liceo Pascoli a colloquio con i detenuti studenti del carcere di Sollicciano a  Firenze

Come ogni anno organizziamo un colloquio con gli studenti detenuti di un carcere toscano. Diamo continuità ai contatti creati in questi anni. Un gruppo di studenti del Liceo Pascoli di Firenze il giorno 5 aprile sarà a Sollicciano a colloquio con i detenuti studenti di quel carcere Il progetto l'abbiamo chiamato :  legalità è partecipazione!
Ci interessa approfondire i meccanismi che fanno riempire le prigioni di persone socialmente vulnerabili, indifese, ci preme di ritrovare quei nessi che possono ricucire un tessuto relazionale strappato, che possono ricostituire un percorso progettuale che ci faccia capire che il nostro essere "fuori" si può comprendere meglio da come altri si sono ritrovati  "dentro". E quel "dentro" diventa stigma sociale che permane, da cui si staglia come di rimbalzo la società dei "giusti".

Legalità e partecipazione. Un libro che fa parlare detenuti, studenti e docenti

Legalità e partecipazione Itinerari di formazione tra docenti, studenti e detenuti per la cittadinanza e la Costituzione

A cura di A. M. Bracciante, S. Fossati e Lorenzo Porta

Presentazione di Alessandro Margara      
Ed. Zella – Firenze, novembre 2009

Per prenotarlo inviare mail a:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il lavoro è il frutto dell’attività sul campo di questi ultimi sei anni che gli autori illustrano con l’intenzione di  far emergere le contraddizioni ed aprire spiragli di coscienza critica in settori importanti della società, come l’istruzione e l’educazione, in cui le persone  vivono sovente uno stato di anestesia verso le ingiustizie ed una perdita collettiva   di  memoria storica.   

Esce in una fase in cui l’attacco ai diritti del lavoro, al desiderio di partecipazione si fa doloroso ed intenso, un anno  che  si è chiuso con 97 suicidi in carcere finora, ce lo dice il dossier "Morire di carcere" pubblicato in www.ristretti.it . L’associazione Ristretti orizzonti descrive ogni singolo caso di chi è rimasto schiacciato dal carcere, in particolare emerge il dato rilevante di giovani persone da poco tempo in carcere, entrate per piccoli reati a volte  connessi all’uso di droghe in forza di una legge vigente che equipara spacciatore a consumatore e non distingue tra droghe leggere e pesanti.   Ricordiamo in particolare  la morte del diciassettenne  Yassine El Baghdadi suicida a Firenze nel carcere minorile nel dicembre scorso.            

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